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SCIENZE E TECNOLOGIE |  02 Agosto 2012, 19:33:15 pm
In Africa i primi umani moderni si incrociarono con altre specie

KOSLINE

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Nuove indagini genetiche testimoniano che i nostri predecessori non si incrociarono con altre specie ominidi solo in Europa e in Asia, ma anche in Africa, dove l'analisi del genoma di tre popolazioni africane di cacciatori-raccoglitori, fra le più ancestrali del mondo, suggerisce l'incrocio con un ominide – ancora da scoprire – che si è separato dall'antenato comune circa 1,2 milioni di anni fa. La scoperta di milioni di nuove varianti indica inoltre che molta parte della variabilità genetica umana non riguarda i geni ma le regioni non codificanti del genoma di Gary Stix

Sarah Tishkoff è una delle star della genetica delle popolazioni, la disciplina che scruta la storia dell’uomo per mezzo delle basi ATCG del DNA, e in particolare è una dei maggiori esperti di genetica delle popolazioni africane. Il 26 luglio scorso, sulla  rivista “Cell”, la Tishkoff, che lavora all'Università della Pennsylvania, ha pubblicato un articolo che illustra i dettagli del sequenziamento completo del genoma di cinque individui per ciascuno dei tre gruppi di cacciatori-raccoglitori ancora esistenti: i pigmei del Camerun e gli Hadza e i Sandawe della Tanzania. I risultati rivelano milioni di varianti genetiche di recente scoperta – differenze in una singola lettera (ATCG) del codice genetico – secondo i quali molto tempo fa i primi umani moderni possono essersi incrociati con un'altra specie di ominide (anche se la documentazione fossile non fornisce molto dati che lo suffraghino). Ecco l'intervista che ha rilasciato in proposito.

Ci può descrivere la ricerca che ha portato ai risultati illustrati nell’articolo?
Siamo i primi a considerare questi differenti gruppi di cacciatori-raccoglitori africani che discendono da alcuni dei lignaggi più ancestrali  del mondo. Sono di particolare interesse perché hanno stili di vita unici e molto particolari. Ci sono ben poche popolazioni che conservano ancora uno stile di vita da cacciatori-raccoglitori.

Si tratta dello studio più esteso con un sequenziamento estremamente dettagliato, relativo all’Africa. Ci siamo concentrati su tre gruppi perché sono antropologicamente interessanti. Si ritiene che discendano da gruppi ancestrali di tutti gli esseri umani moderni. Volevamo capire le basi genetiche dell’adattamento al loro ambiente locale, tra cui, per esempio, il tratto della bassa statura nei pigmei.
 

cacciatore-raccoglitore nella foresta del Camerun. (© Martin Harvey/CORBIS )

Che cosa avete scoperto?

Abbiamo scoperto 13 milioni di varianti e, di queste varianti, più di 3 milioni sono completamente nuove, nel senso che non sono segnalate in alcun database. I database pubblici riportano circa 40 milioni di varianti. Dunque abbiamo trovato 3 milioni di nuove varianti con il semplice sequenziamento di 15 individui. Questo aumenta di quasi l'8 per cento l’intera variabilità genetica umana nota, e dimostra che non conosciamo ancora  una parte significativa della variazione esistente al mondo, e in particolare in Africa, che è la patria degli esseri umani moderni e un luogo in cui c’è stato molto tempo per lo sviluppo di differenziazioni in ambienti molto diversi. Ciò significa che esiste probabilmente un gran numero di varianti regionali o specifiche di alcune popolazioni che non sono state caratterizzate, alcune delle quali funzionalmente molto importanti.

E per quanto riguarda la selezione naturale?
La selezione naturale sembra operare maggiormente sul genoma non codificante [la parte di regolazione dell’espressione genica, che non contiene geni] rispetto alla regione codificante. Sono in molti a condurre il sequenziamento guardando solo agli esoni, guardando solo ai geni. Credo che si stiano perdendo un sacco di variazioni importanti.

Nel nostro studio, abbiamo esaminato quali regioni del genoma di questi gruppi si sono differenziate in modo univoco in relazione ai loro ambienti locali. Non abbiamo trovato una grande sovrapposizione tra i tre gruppi, né tra questi e altri e altri gruppi africani  non di cacciatori-raccoglitori . Abbiamo scoperto che attraverso la selezione naturale si sono sviluppati particolari adattamenti relativi all'immunità, al gusto e all'olfatto.

Nei pigmei, abbiamo scoperto geni coinvolti nella regolazione termica, nell'immunità e nella statura, tutti probabilmente con valore adattativo a un ambiente tropicale. Abbiamo messo in evidenza possibili geni correlati all’ipofisi e alla funzionalità tiroidea, forse legati a un adattamento a un ambiente povero di iodio.

Nei Sandawe, abbiamo trovato una variante per la melanina, un gene coinvolto nella pigmentazione della pelle. I Sandawe sono uno dei gruppi africani dalla carnagione più chiara. Quando sono andata a lavorare con loro, hanno detto: 'Siamo come fratelli e sorelle perché ci somigliate.' E questo non è dovuto a una commistione europea: sembrano San [un gruppo di cacciatori-raccoglitori del Sudafrica].

E sugli incroci con altre specie umane?
Vari studi hanno dimostrato un certo livello di incroci tra i primi umani moderni usciti dall’Africa e altre specie arcaiche non africane, tra cui i Neanderthal e, in Asia, la specie detta di Denisova. Ma non si è mai trovata alcuna prova di un DNA neanderthaliano in Africa. Il problema è che in Africa non si ha una buona conservazione dei fossili. Quindi, quello che abbiamo fatto è stato usare i metodi statistici sviluppati da Josh e Ben Akey Vernot dell'Università di Washington per riconoscere le regioni del genoma che sembrano essere di origine arcaica.

La prima cosa che abbiamo fatto è stata testare questa statistica applicandola a non-africani, trovando in questi genomi un notevole arricchimento del DNA di Neanderthal. Ma non tra gli africani, che non avevano DNA neanderthaliano. Quando abbiamo applicato la statistica agli africani, in compenso, abbiamo visto molto dati che testimoniano incroci con un ominide che si è separato da un antenato comune circa 1,2 milioni di anni fa, risalente cioè all’incirca al periodo in cui si sono separati anche i Neanderthal. Questo suggerisce che in Africa ci possa essere stata una specie sorella. Quale, nessuno lo sa. Ma questo sembra dimostrare che l’essere umano moderno si è incrociato, e non solo con specie non africane.

Pittura rupestre della grotta di Eland, in Sudafrica.

 (© Dr. Aron Mazel/epa/Corbis)

Perché la genetica africana è così eccitante?
L'Africa è stata il luogo di origine di tutti gli esseri umani moderni e se si vuole conoscere quando, dove e come ci siamo evoluti, bisogna guardare a questo continente. Ha una lunga storia di suddivisione delle popolazioni, di adattamento di quelle popolazioni ad ambienti ben distinti e mostra una vasta gamma di fenotipi, che vanno dalla bassa statura dei pigmei alla statura molto alta dei pastori dell’est. E c’è stata anche un'esposizione a malattie molto diverse, e con prevalenza molto difforme.

E per il futuro?
Vogliamo ampliare la nostra analisi del genoma d altre popolazioni, e vogliamo farlo con campioni di dimensioni maggiori, continuando a cercare di correlare le varianti genetiche con i diversi tratti fenotipici. Ci piacerebbe condurre studi funzionali di questi geni per vedere, per esempio, come influenzano lo sviluppo ipofisario. C'è il coinvolgimento di qualche meccanismo totalmente nuovo. Stiamo osservando i pigmei e altri gruppi da una prospettiva di sistema: non si può guardare, per esempio, all’altezza come a un tratto a sé stante. Bisogna considerarla in relazione al metabolismo e al sistema immunitario e vedere come interagisce il tutto.

(La versione originale di questo articolo è apparsa su scientificamerican.com il 26 luglio.)

Fonte dati : http://www.lescienze.it/news/2012/08/02/news/primi_uomini_moderni_incrocio_altre_specie_ominidi_africa-1184704/


@ Moderatori ,Non so ragazzi se e' la sezione giusta  ;)

Equal1zer

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Re:In Africa i primi umani moderni si incrociarono con altre specie
« Risposta #1 il: 02 Agosto 2012, 20:49:04 pm »
La sezione è quella giusta, tranquillo :)
Articolo molto interessante, solo una cosa non mi è molto chiara :

Citazione
La selezione naturale sembra operare maggiormente sul genoma non codificante [la parte di regolazione dell’espressione genica, che non contiene geni] rispetto alla regione codificante. Sono in molti a condurre il sequenziamento guardando solo agli esoni, guardando solo ai geni. Credo che si stiano perdendo un sacco di variazioni importanti.

Se ho capito bene mi pare che la genetista Tishkoff abbia scelto di effettuare il sequenziamento prendendo in esame non solo gli esoni, ed effettivamente da come posso leggere da Wikipedia alla voce http://it.wikipedia.org/wiki/Esone, sembra proprio che sia la strada giusta da percorrere per ottenere molte più varianti possibili.

Ora io di genetica non me ne intendo, ma come mai fin' ora non si era mai pensato di utilizzare questo metodo?  ???

Citazione
Abbiamo scoperto che attraverso la selezione naturale si sono sviluppati particolari adattamenti relativi all'immunità, al gusto e all'olfatto.

Su questo si possono avere importanti riscontri anche per quanto riguarda la scoperta del Nuovo Mondo. Gli indiani d' america ci riempirono di nuovi cereali, frutti etc etc e noi europei (i conquistadores spagnoli) in cambio gli abbiamo regalato il vaiolo e altre malattie che il loro sistema immunitario non era abituato a contrastare.
Ci fu un' epidemia di massa che decimò la popolazione americana del 60/70% circa.
Tuttavia pare che anche l' Europa sia stata contaminata da alcune malattie indiane ancora a noi sconosciute, come la sifilide.



"Analizzando e valutando ogni giorno tutte le idee, ho capito che spesso tutti sono convinti che una cosa sia impossibile, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la realizza." (A. Einstein)

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Re:In Africa i primi umani moderni si incrociarono con altre specie
« Risposta #2 il: 03 Agosto 2012, 00:35:56 am »
Ora io di genetica non me ne intendo, ma come mai fin' ora non si era mai pensato di utilizzare questo metodo?  ???

Onestamente non saprei proprio cosa dirti  :-\

Citazione
Su questo si possono avere importanti riscontri anche per quanto riguarda la scoperta del Nuovo Mondo. Gli indiani d' america ci riempirono di nuovi cereali, frutti etc etc e noi europei (i conquistadores spagnoli) in cambio gli abbiamo regalato il vaiolo e altre malattie che il loro sistema immunitario non era abituato a contrastare.
Ci fu un' epidemia di massa che decimò la popolazione americana del 60/70% circa.
Tuttavia pare che anche l' Europa sia stata contaminata da alcune malattie indiane ancora a noi sconosciute, come la sifilide.

E si quoto, se non erro anche la peste fu importata non ricordo da dove  ;)

Equal1zer

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Re:In Africa i primi umani moderni si incrociarono con altre specie
« Risposta #3 il: 21 Settembre 2012, 13:41:17 pm »
Popoli differenziati gia'100.000 anni fa

(ANSA) - STOCCOLMA, 21 SET - Le origini dell'uomo sono piu' complesse di quanto si credesse. Secondo lo studio genetico pubblicato su Science e condotto su alcuni popoli dell'Africa sub-sahariana, le popolazioni umane hanno cominciato a differenziarsi 100.000 anni fa, ossia molto prima della migrazione dell'uomo moderno fuori dal continente africano. La ricerca, frutto di un team internazionale e coordinata dall'universita' svedese di Uppsala, si basa sull'analisi di circa 2,3 mln di varianti del Dna per individuo.


fonte : http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2012/09/21/Popoli-differenziati-gia-100-000-anni-fa_7508448.html



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